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Come distinguere gli istruttori professionisti

Quando decisi di iscrivermi in palestra per la prima volta era il 1985 e ricordo che nel raggio di 30 chilometri c’erano solo tre palestre.

Si trattava fondamentalmente di sale pesi dove l’istruttore era l’assoluto modello carismatico da seguire.

Oggi le cose sono radicalmente cambiate e negli ultimi decenni la richiesta di fitness è aumentata in maniera esponenziale, aumentando parallelamente il numero di palestre che nascono ogni giorno come funghi e spesso si fanno concorrenza a colpi di promozioni.

A tutto questo corrisponde, ovviamente, una richiesta sempre crescente di istruttori sportivi e di enti preposti a certificare questi istruttori.

COME SCEGLIERE QUELLO ``BRAVO``?

Ma, ti sarai chiesta: “come faccio a capire se l’istruttore che tiene il corso che frequento è bravo e competente?”

oppure “come scelgo il mio personal trainer?”.

Ti consiglio di stare molto attenta alle tue scelte perché ne va della tua salute; l’istruttore fitness o il personal trainer che sceglierai sarà la persona a cui ti affiderai per ottenere i risultati tanto sperati. Sembrerebbe scontato trovare un buon istruttore nel momento in cui ci iscriviamo in palestra, ma non sempre è così.

Ovviamente le palestre e gli studi sono pieni di istruttori e personal trainer bravi, competenti e qualificati ma, alle volte, potresti incontrare anche chi queste competenze non le ha.

Questo succede perché in Italia è facile “diventare istruttore” e capita che qualcuno si improvvisi a fare un mestiere che invece richiede uno studio e un aggiornamento costante.

Infatti, purtroppo, è possibile diventare istruttore di una qualsivoglia disciplina in un solo weekend, con tanto di attestato ufficiale riconosciuto dalla Federazione di competenza.

In realtà diventare istruttore di fitness è un traguardo molto importante e impegnativo: non basta conoscere gli esercizi, ma è necessario avere una conoscenza estesa dell’anatomia e della biomeccanica dei movimenti per comprendere e mettere in pratica tutto il potenziale studiato.

Come ti ho detto nell’articolo Ritorno in palestra: scegli come allenarti“, negli anni ho capito che la scelta del luogo e come allenarti è molto personale, ognuno sceglie la realtà che sente più sua e dove si sente più a suo agio, ma uno degli elementi fondamentali che ci fanno capire che siamo capitate nella palestra giusta è quella di avere un istruttore fitness competente.

Un istruttore di fitness o un personal trainer deve essere preparato a modulare l’allenamento sulla base delle diverse persone che si troverà di fronte e dovrà essere sempre in grado di comprendere le problematiche di ogni soggetto ed elaborare un metodo personalizzato ad ogni caso.

Per questo le sue competenze devono essere veramente tante.

LE COMPETENZE DI UN ISTRUTTORE

Le ho riassunte per te: 

  • deve conoscere l’anatomia del corpo;
  • deve conoscere la biomeccanica dei movimenti;
  • deve avere esperienza;
  • deve saper costruire un programma personalizzato sulla persona;
  • deve saper applicare gli esercizi per migliorare la postura;
  • deve saper modificare gli esercizi per la post-riabilitazione;
  • deve saper empatizzare con i clienti e avere la capacità di condurre i rapporti interpersonali;
  • deve saper ascoltare e capire le esigenze del cliente e chiarire i suoi dubbi.
CHE DIFFERENZA C'È FRA ISTRUTTORE DI FITNESS E PERSONAL TRAINER?

Innanzitutto devi sapere che esiste una netta distinzione tra la figura del personal trainer e quella dell’istruttore di fitness.

Un personal trainer è un professionista del fitness che mette a disposizione le proprie conoscenze in maniera esclusiva a chi dovesse richiederle. È un servizio extra, con pagamento extra oltre la quota di abbonamento del centro fitness, ma esistono anche studi dove ci si allena solo con personal trainer.

Un istruttore di fitness, sia che svolga il suo lavoro nella sala corsi, sia che lo svolga nella sala attrezzi, è comunque un professionista del fitness, ma dedica le proprie conoscenze a tutti gli iscritti della palestra.

La distinzione tra personal trainer e istruttore di fitness è importante per tenere a mente ciò che si può o non si può pretendere dall’uno o dall’altro.

Un personal trainer non può dispensare consigli agli appassionati di fitness che gravitano in palestra, così come un istruttore di fitness non può concentrarsi su una sola persona durante le lezioni o le ore in sala attrezzi.

Un personal trainer deve essere in grado di capire qual è l’obiettivo delle persone che si rivolgono a lui ed avere la capacità di farcele arrivare.

Un istruttore di fitness deve avere come caratteristica fondamentale, oltre ovviamente alla preparazione tecnica, la capacità di entrare in empatia con tutta la classe e di coinvolgerla nel l’allenamento, deve saper indirizzare la propria energia verso tutto il gruppo.

COME RICONOSCERE UN BUON ISTRUTTORE IN 8 PUNTI

In un’epoca in cui quasi chiunque può fregiarsi di questo titolo frequentando corsi della durata di un weekend, vorrei farti capire come distinguere un buon Istruttore da uno mediocre o addirittura scarso.

1. E’ (O È STATO) UN BUON PRATICANTE, MA DEVE ANCHE AVERE UNA BUONA DIDATTICA ED ESSERE CHIARO NELLE SPIEGAZIONI.

Un buon istruttore, di qualsiasi disciplina, deve essere o essere stato un buon praticante.

Spesso purtroppo ho visto istruttori insegnare discipline che non praticavano e non avevano mai praticato. Non deve essere stato necessariamente un agonista, non è importante valutare i risultati sportivi dell’istruttore, ma la cura e la precisione dei gesti e la capacità didattica; anzi, spesso i super campioni sono pessimi insegnanti.

Un buon istruttore deve sempre farsi capire e deve rispondere ai tanti dubbi dei clienti in modo chiaro, semplice e lineare senza utilizzare, specie all’inizio, dei termini troppo tecnici che giustamente la maggior parte delle persone non conoscono.

Deve essere in grado di spiegare gli esercizi velocemente, con frasi semplici e brevi, impostando l’esecuzione corretta dell’esercizio anche mostrando l’esempio quando è necessario

2. È QUALIFICATO, HA DIPLOMI E CERTIFICAZIONI. 

Purtroppo ho avuto a che fare anche con “istruttori” che sostenevano che i “pezzi di carta” non sono necessari. Sui titoli accademici non si discute, rappresentano un percorso formativo riconosciuto e affidabile; per quanto riguarda le certificazioni “non accademiche”, si apre un mondo.

Ve ne sono di più e meno valide e più e meno apprezzate; ci sono sicuramente Federazioni e Scuole di formazione riconosciute a livello internazionale qualificate molto serie che offrono una preparazione approfondita della materia con percorsi di apprendimento ed aggiornamento spesso costosi ed impegnativi.

Lo studio e l’aggiornamento sono sicuramente fondamentali per diventare un istruttore di successo; infatti un istruttore deve costantemente investire molto tempo e denaro in corsi, stage, seminari, convegni, viaggi, letture e visione di dvd tecnici.

3. DEVE AVERE ESPERIENZA.

Oggi, purtroppo, trovi ragazzi neolaureati, che non hanno mai lavorato in una palestra, vendersi come personal trainer, ma ricorda che l’attività di personal training, non è una professione dalla quale si può iniziare.

Ti sembra che all’interno di un’azienda commerciale, qualcuno inizi come direttore alle vendite senza aver mai fatto il venditore?

Assicurati che il personal trainer che sceglierai abbia lavorato per anni come istruttore in sala pesi o in sala corsi e acquisito un bagaglio di esperienza sia con la formazione professionale, che sul campo.

4. È SICURO DELLE SUE COMPETENZE, MA UMILE.

Un bravo istruttore deve conoscere bene la materia in quanto le sue competenze gli permettono di insegnare ma, nello stesso tempo, deve essere umile.

Diffida degli istruttori “tuttologhi“: un bravo istruttore deve essere consapevole dei propri limiti e della possibilità di modificare le proprie competenze in meglio.

Non deve  costruirsi un “personaggio” e non deve utilizzare la figura dell’istruttore per fare colpo o per mettersi in mostra. Per quanto riguarda la sala corsi, l’istruttore non deve “posare” di fronte allo specchio, esibendo la propria bravura piuttosto che fare attenzione ai corsisti.

In realtà gli specchi sarebbero lì per permettere all’istruttore di trovarsi nella stessa posizione degli allievi (evitando di confonderli sull’uso di destra o sinistra) e contemporaneamente osservare l’esecuzione degli esercizi alle sue spalle.

5. HA DEI BRAVI ALLIEVI.

Il livello generale dei suoi allievi è un dato molto importante da valutare: un buon Istruttore, al di là della propria abilità, deve essere bravo a far migliorare gli altri.

6. SI AGGIORNA COSTANTEMENTE E NON È DETENTORE DI VERITÀ ASSOLUTE.

Un bravo istruttore è in continua formazione e non si sente mai arrivato, Sa che sperimentazione personale, ricerca scientifica, studio e pratica, lo porteranno a migliorarsi nel tempo e che tra qualche anno potrebbe anche avere idee diverse sulla materia, grazie a questo percorso.

Il mondo del fitness è veramente molto ampio e vario e, per essere un istruttore competente è necessario, ad un certo punto, ampliare le proprie conoscenze, e aggiornarsi con corsi nuovi, con l’obbiettivo di diventare istruttori multifunzionali.

Un bravo istruttore sa che le vie per arrivare ad un obiettivo possono essere diverse e ognuna di queste non è adatta a tutti ed ogni individuo troverà quella più adatta a se stesso.

Quindi deve essere consapevole che il suo è solo uno dei punti di vista possibili e deve riconoscere che metodi diversi da ciò che lui insegna, non sono sbagliati a prescindere e/o deve essere in grado di spiegarne i motivi se per lui uno lo è.

7. DEVE SAPER EMPATIZZARE CON TUTTI I CLIENTI ED ESSERE UN BUON MOTIVATORE.

Secondo me l’approccio con il cliente è molto importante, se non fondamentale. L’istruttore deve essere bravo, in pochi minuti e utilizzando le parole giuste, a convincere il cliente che si trova nel posto giusto, che verrà accolto quasi come uno di famiglia e, cosa molto importante, che verrà seguito passo passo nel suo percorso.

Inoltre il cliente deve sempre essere accolto con il sorriso; l’istruttore non deve mai farsi vedere arrabbiato o nervoso (anche se a volte può succedere), ma deve essere bravo a lasciare eventuali problemi personali fuori dalla palestra.

Deve saper dare le giuste motivazioni ai clienti e saper instaurare con loro un rapporto di fiducia ed è importantissimo che riesca a distinguere quando il cliente non riesce a compiere con successo un determinato esercizio perché si sente a disagio psicologicamente o piuttosto perché le sue capacità fisiche e/o motorie non sono adeguate a quel movimento.

In entrambi i casi un bravo istruttore deve intervenire velocemente per semplificare il compito motorio, senza dare modo al cliente di sentirsi inadatto.

8. DEVE ESSERE ENTUSIASTA E BRILLANTE.

Di una cosa sono assolutamente convinta: il mestiere dell’istruttore è un lavoro che va fatto con entusiasmo e con passione. Se le cose vengono fatte con sufficienza e superficialità il cliente lo percepisce e, nell’arco di poco tempo non si farà più vedere.

IL MIO PICCOLO PUNTO DI VISTA

Personalmente, quando ho un nuovo cliente privato, mi presento con il mio curriculum in modo che possa valutare la mia professionalità e, nella palestra in cui lavoro, ho appeso le mie certificazioni più importanti.

Non avere paura a chiedere agli istruttori o personal trainer a cui ti rivolgi se e quali certificazioni hanno conseguito e, importantissimo, quanta esperienza hanno.

Ricordati che potresti incappare in qualcuno che ha investito un weekend, cioè sedici ore di lezioni, senza esami e senza titoli precedenti; ti piacerebbe affidare la tua salute a un soggetto simile?

Chiedi sempre di fare una lezione prova e cerca di capire da quanti anni l’istruttore o il personal trainer lavora nel settore.

Un’altra cosa da valutare è se l’istruttore o il personal trainer che vuoi scegliere svolge questa attività a tempo pieno o lo considera come un ripiego serale post lavoro. Ci sono istruttori che, nel corso della giornata, ricoprono ruoli da impiegati in settori che non c’entrano nulla con la salute e la forma fisica e, attratti dalla facilità nel conseguire il titolo e dai profitti, si vendono come tali.

In una buona palestra l’istruttore fa l’anamnesi a ogni cliente e studia una scheda personalizzata alla storia, obiettivi e fisicità della persona.

Un buon istruttore fa tante domande e non può basarsi soltanto su quello che vede e, per quanto riguarda la sala corsi, deve assolutamente presentarsi e accogliere le nuove persone introducendole nel gruppo.

Sarebbe bello si ricordasse tutti i nomi dei propri allievi e dovrebbe assolutamente, quando uno di questi gli espone particolari problematiche, cercare di ricordarsene e suggerire un’alternativa all’esecuzione standard dell’esercizio.

PER CONCLUDERE

Mi piace concludere dicendo che per me sostanzialmente un buon istruttore è colui che è in grado di regalare un’esperienza piacevole in palestra ad ogni cliente qualunque equilibrio psicofisico egli abbia.

Un buon istruttore non deve solo trasmettere le sue abilità e conoscenze, ma anche educare, organizzare, collaborare e, soprattutto, motivare scegliendo ogni volta ciò che è meglio per il cliente o il gruppo di clienti.

DIMMI LA TUA

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