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Camminare a piedi scalzi: il Barefooting è solo una moda?

Il Barefooting, o semplicemente stare a piedi nudi sia in casa che all’aperto, è una tendenza delle ultime generazioni. Ormai capita spesso di vedere donne del mondo dello spettacolo presentarsi scalze ad eventi e manifestazioni. Quando ero bambina ricordo una cantante, Sandie Shaw, che si esibiva a piedi nudi, ma oggi è una moda che si sta piano piano diffondendo: in Italia dal 1999 esiste un vero e proprio club denominato “Nati Scalzi”. In verità camminare a piedi nudi apporta davvero tanti benefici al nostro organismo. Quindi metti da parte ciabattine e calzini perché camminare scalzi in casa stimola la circolazione del sangue e, di conseguenza, riduce il gonfiore e l’appesantimento delle gambe. Camminare a piedi nudi inoltre è rilassante e migliora la postura perché rinforza la struttura del piede facilitando i movimenti e migliorando l’andamento nella camminata. Stare troppo tempo con le scarpe, magari neanche tanto comode, provoca la formazione di calli, piccole deformazioni dell’alluce (alluce valgo) e tanti altri problemi che affliggono i nostri piedi. Spesso durante le mie lezioni faccio lavori specifici sui piedi, utilizzando bastoni o palline, e insisto sempre invitando le mie allieve a stare il più possibile scalze per “ripristinare” l’uso dei piedi. Ti sembra assurdo quello che sto dicendo? Pensa che i nostri piedi sono stati creati per camminare e farci stare in piedi senza scarpe e su terreni sconnessi, e noi come passiamo la maggior parte della giornata? Con le scarpe e camminando su superfici dure e lisce! Puoi capire da sola quanto i nostri piedi abbiano bisogno di libertà!

L'importanza di stare scalzi

Per secoli i piedi sono stati benissimo senza scarpe. Camminare scalzi è psicologicamente liberatorio, pensa al piacere che provi appoggiando i piedi nudi sulla sabbia, sull’erba o anche su un tappeto o su una moquette: è l’esperienza tattile più forte che possiamo provare. Per i bambini camminare senza scarpe è essenziale per il corretto sviluppo delle cavità dei piedi, della postura e della colonna vertebrale. Per gli adulti è importante perché aiuta a mantenere quanto acquisito da piccoli. Il contatto con il suolo che da il Barefooting, oltre a produrre i benefici fisici visti prima, è in grado di generare una stimolazione intellettiva che migliora la concentrazione, l‘autostima e il senso di rilassamento. In effetti, stando scalzi, i nostri piedi tornano ad essere il fulcro principale di tutto l’organismo. Non a caso discipline come lo Yoga, dove l’importanza della connessione fra corpo e mente è fondamentale, si pratica a piedi nudi. Anche il Pilates è una disciplina che si pratica scalzi, o con “scarpette” leggerissime che lasciano le dita scoperte e permettono un appoggio e una mobilizzazione completa del piede.

Che cos'è il Barefoot Running ?

Il Barefoot Running è l’atto di correre senza scarpe. Prima dell’invenzione della scarpa, correre scalzi era una cosa normalissima. Oggi un numero sempre più crescente di persone e corridori sta mostrando il proprio interesse nella corsa chiamata “naturale“, perché permette un contatto diretto con la terra. Ma questo fa bene ai nostri piedi e alle nostre articolazioni? Sicuramente uno dei grandi benefici (per qualcuno l’unico!) della Barefoot Running è il senso di libertà che sì prova correndo scalzi. Tanti sono invece le controindicazioni, prima fra tutte l’impossibilità di essere praticato ovunque perché i rischi di farsi male sono tanti. Un buon compromesso, se desideri percepire la sensazione di avere i piedi scalzi quando corri, sono le “calzature minimaliste”, cioè delle scarpe da corsa dotate di pochissimo sostegno e supporto ammortizzante, studiate appunto per dare la sensazione di correre a piedi nudi.

La “moda” del Barefoot Running è iniziata qualche anno fa, ma non tutti sono favorevoli a questo tipo di corsa. Possiamo dire che ci sono due correnti diametralmente opposte:

1. I “puristi della corsa naturale” che sostengono che per correre in maniera perfetta e naturale bisogna ridurre all’osso le normali calzature da running. In questo modo avrai una maggiore sensibilità del piede durante la corsa e una dinamica di corsa più efficiente e meno “impattante” sul sistema muscolo-scheletrico.

2. I sostenitori delle scarpe “super ammortizzate” che sostengono che la maggior parte degli infortuni e degli squilibri posturali possono essere evitati solo con l’utilizzo di scarpe molto tecniche e ammortizzate nei punti giusti.

DOVE STA LA VERITÀ? ECCO QUALCHE CONSIGLIO PRATICO

La verità, come al solito, sta sempre nel mezzo: il Barefoot Running è un’ottima “strategia” di corsa, ma per atleti predisposti e preparati a sufficienza perché, se gestito male, può diventare estremamente dannoso. Ciò che posso consigliarti, se vuoi cominciare a correre con le scarpe “minimal”, è di farlo gradatamente e sotto la supervisione di un tecnico professionista che sappia consigliarti in base alle tue caratteristiche. Inoltre ricorda che, passando repentinamente da un paio di scarpe “super-ammortizzate” ad un paio “minimal”, aumenta il pericolo di incorrere in sovraccarichi funzionali rischiando di infortunarti. Potresti cominciare ad usare le scarpe “minimal” solo per fare il defaticamento, magari su un prato, e utilizzarle progressivamente poi anche negli allenamenti ed eventualmente in gara.

Come dicevo all’inizio, ci siamo disabituati ad utilizzare i piedi per quello che erano stati predisposti a fare. Mi piace dire che i nostri piedi “si sono addormentati”, i sistemi fisiologici preposti a stabilizzare, supportare e ammortizzare il nostro corpo sono sottoutilizzati: ormai sono le nostre calzature a farlo!

 

Spero che questi consigli ti siano serviti e, se l’articolo ti è piaciuto, potresti leggere anche “COME I TACCHI ALTI POSSONO INFLUENZARE LA POSTURA FEMMINILE”. Continua a seguire “Il Diario di Simona Serizzi” per rimanere sempre aggiornata su Fitness, Alimentazione e Benessere.

2 Comments
  • Michele Ginanneschi
    Posted at 11:58h, 16 Settembre Rispondi

    Salve. Ho letto l’articolo e sono completamente d’accordo.
    All’inizio viene nominato il club dei Nati Scalzi, di cui sono attualmente il segretario.
    Io vivo scalzo, anche in inverno e ho la fortuna di poterci stare anche al lavoro. Le uniche calzature che uso sono un paio di sandali che metto solo qualche volta all’anno. Fra i benefici che sperimento da quando ho abbandonato le scarpe ci sono il fatto di non ammalarmi quasi più e la sparizione dei forti mal di schiena che avevo prima, oltre ad aver ottenuto ovviamente una pelle delle piante molto più robusta e spessa e anche una muscolatura dei piedi molto più forte. A livello tattile è anche bellissimo sentire la differenza fra le diverse superfici: mattonelle, asfalto, lastricato, erba, terra, ecc..
    Per quanto riguarda la corsa scalza, io non sono solito correre, ma cammino parecchio, soprattutto nella mia città ma andando qualche volta anche su terreni sterrati. Conosco persone che corrono scalze, anche su distanze e terreni molto impegnativi. La questione rischi è soggettiva. Penso che dipenda dalla preparazione di ognuno. Chi ha già le suole robuste può sopportare grandi distanze (una svedese, Sara Enge, ha percorso la gara di 100 km. del Passatore senza alcun problema ai piedi) e terreni più o meno impervi. Un taglietto ogni tanto ci sta ma non è una tragedia. Succede anche a camminare. Chiaramente non è consigliabile andare scalzi su un terreno pieno di spine (ma ho visto un africano che ci passeggiava tranquillamente!). Molto giusto il consiglio di farsi seguire da uno specialista durante la transizione da corsa con le scarpe a scalzo, perché va reimpostato tutto il movimento.

    • Simona Serizzi
      Posted at 09:22h, 17 Settembre Rispondi

      Grazie Michele per il suo commento. Mi ha fatto molto piacere.
      Simona

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