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Babbo Natale

L’importanza di credere a Babbo Natale il più a lungo possibile

Ricordi l’emozione unica che provavi da bambina durante la notte di Natale? Le luci dell’albero, il profumo dei biscotti e la sensazione che qualcosa di magico stesse per accadere; la magia di aspettare l’arrivo di Babbo Natale con i tanto desiderati regali.
Sinceramente io non ho particolari ricordi della mia infanzia e nemmeno ricordo quando scoprii che Babbo Natale non esiste. Però ricordo bene le emozioni condivise con mia figlia Rebecca, che ha quasi 15 anni; sì perché quando i tuoi figli sono piccoli, nel periodo natalizio ritorni bambina anche tu ed è bellissimo ricreare quella magica atmosfera. Ancora ricordo con emozione la sua ingenua convinzione dell’esistenza di Babbo Natale anche davanti all’evidenza.
Perché si sa, anche se ad un certo punto i bambini cominciano ad avere dubbi, c’è sempre qualcosa che li spinge a crederci nonostante tutto e capita che, se il bambino non è ancora arrivato all’età giusta, neppure un’evidenza palese faccia crollare la sua fede.
Ricordo che un giorno, quando Rebecca aveva 6 o 7 anni, mi disse: “Mamma, ma la Maddy mi ha detto che Babbo Natale non esiste e che siete voi genitori a mettere i regali sotto l’albero…”. Neanche ebbi il tempo di formulare una risposta sensata, che lei subito aggiunse: “Ma non è possibile: voi dormite!!!”.

Ecco 5 piccoli trucchetti per prolungare la magia del Natale

I bambini oggi cominciano a mettere in dubbio l’esistenza di Babbo Natale sempre prima. Sembra che fino ai cinque anni, di solito, ci credono incondizionatamente, a sette sono in molti a dubitarne e a nove non ci crede quasi più nessuno.

Ecco 5 piccoli trucchetti per prolungare la magia della festa più bella dell’anno!

  1. cerca di non cadere nel facile errore di acquistare giocattoli per altri bimbi (parenti o figli di amici) davanti ai tuoi figli nel periodo pre natalizio. I piccoli sono molto attenti a queste cose e si chiederebbero subito perché ti stai occupando di qualcosa che spetterebbe appunto a Babbo Natale;
  2. la notte della Vigilia, ricorri a qualche piccola astuzia per rendere tangibile il passaggio di Babbo Natale. Ad esempio io e mio marito, con l’aiuto di Rebecca, preparavamo una tazza di latte e un piattino con qualche biscotto e, una volta appurato che Becky dormisse, mettevamo i regali sotto l’albero e facevamo sparire i biscotti e il latte lasciando solo qualche briciola sul piatto a testimonianza del fatto che Babbo Natale è passato e ha molto gradito il dolce pensiero;
  3. racconta ai tuoi figli la storia di Babbo Natale spiegando loro, ad esempio, che la sua casa si trova in Lapponia, che gli elfi sono i suoi fedeli aiutanti e che la sua renna più conosciuta si chiama Rudolph;
  4. noi non l’abbiamo mai fatto, ma anche il travestimento può funzionare, soprattuto con i più piccoli. In commercio puoi trovare facilmente il tipico costume di Babbo Natale da far indossare a tuo marito o a uno zio o cugino più grande, mettendo un bel cuscino sulla pancia e portando un pesante sacco pieno di regali sulla spalla. Se non vuoi rischiare che i bambini riconoscano chi c’è sotto il costume di Babbo Natale, puoi “affittarne” uno: ormai in quasi tutti i paesi e quartieri delle città organizzano l’evento con un Babbo Natale che passa per ogni casa qualche giorno prima di Natale; basta solo far avere all’organizzazione il regalo in anticipo;
  5. infine, oggi un ulteriore aiuto lo puoi avere dal tuo smartphone. Esiste infatti un App gratuita che sì chiama Kringl per regalare ai bambini una prova inequivocabile del passaggio di Babbo Natale da casa vostra. Semplicemente fotografando il tuo salotto (o qualsiasi altra stanza) il sistema creerà infatti un “videomontaggio” su misura in cui i piccoli potranno ammirare, stupefatti, Babbo Natale mentre lascia i loro regali sotto il l’albero. Dicono sia così realistico che anche i genitori rischiano di crederci!
Ma fino a che età è giusto credere a Babbo Natale?

Spesso i genitori si domandano fino a che età è normale che un bambino creda a Babbo Natale e se è un bene incoraggiare la finzione e mettere in piedi ogni anno la messinscena del magico arrivo dei regali. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che credere a Babbo Natale, come a molte altre creature fantastiche, sia una fase normale dello sviluppo cognitivo: tutto sommato quella su Babbo Natale non è una bugia vera e propria, ma una sorta di “partecipazione” a una storia di fantasia. E tu cosa ne pensi? Io sono favorevole ad incoraggiare la tradizione che vuole che sia Babbo Natale a portare i doni perché è magico, perché ci fa stare bene e perché lo sguardo che hanno i bimbi negli occhi al risveglio la mattina di Natale, ci ripaga dei sacrifici fatti e ci allarga veramente il cuore. E poi non dimentichiamoci dell’importanza dei riti e dell’attesa, almeno fino ad una certa età. Tutto questo permette infatti di condividere il segreto di Babbo Natale prima tra adulti, poi con i bambini cresciuti, di generazione in generazione, nella magia della crescita. Un’altra cosa importante, secondo me, è che nel momento in cui i bambini scrivono la letterina indicando i regali che tanto desiderano, la inviano e aspettano speranzosi, passa il messaggio che, se ci impegniamo nella vita, alla fine le cose belle arrivano e il piacere che ne deriva è moltissimo, soprattutto nella sorpresa. E poi, quando lo scoprono, in genere ci arrivano da soli, per loro sarà un piccolo traguardo, un po’ un benvenuto nel mondo dei grandi.

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